Quando ciò l’ansia … ciò l’ansia… perché l’ansia è l’ansia e non ci sono né santi né profeti … lei è lì , e lì resta qualsiasi cosa tu faccia. Se ti siedi si siede con te… tu cammini e lei cammina con te… mangi e mangia con te… Ma porrrrc… miseria
la tana di bana . così è stato soprannominato il mio laboratorio che quando mi ci intàno... ... mi ci intàno... e chiunque respiri nelle vicinanze ... miiii...che fastidio! Solo a Romeo il gatto era dato di girare correre rimbalzare serpeggiare tra le mie cose. Qui elaboro abbozzo progetto disfo traccio e straccio e mi diverto. Manipolo spesso e con godimento carta colla cartone fili e stoffe, cui si aggiungono olio, soda caustica, oli essenziali per fare il sapone. e altre godurie...
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lunedì 15 novembre 2021
martedì 27 ottobre 2020
Quei venti secondi che a volte fanno la differenza
Quei venti secondi che a volte fanno la differenza
Lo scorso Mercoledì 7 Ottobre, poco dopo le 16, capitandomi di passare davanti ai cancelli della Scuola Elementare Oggioni di Villasanta mi sono soffermata a godermi l’uscita dei bambini e ad ascoltare il loro vocio che si mescolava ai richiami delle mamme, delle nonne, dei nonni e dei pochi papà.
È tempo di coronavirus. L’epidemia ha cambiato anche l’uscita da scuola.
Ora, le maestre, brandendo alto il cartello con il nome della classe, guidano la classe fino al cancello dove hanno a disposizione pochi minuti (e quando dico ‘pochi’ intendo veramente pochi; si contano sulle dita di mezza mano) per consegnare i bambini all’adulto venuto a prenderlo. Già, perché i bambini sono piccoli, e le maestre non li lasciano andare finché non riconoscono chi c’è al di là del cancello.
Pochi minuti, poi é il turno di un’altra classe e lo spazio deve essere lasciato libero.
Me ne stavo ad ammirare la perfetta organizzazione con cui questa Scuola é riuscita a sfruttare gli spazi diversificando i percorsi e i tempi di uscita che richiedono una buona dose di sincronizzazione non solo tra il personale della scuola ma anche tra i genitori che hanno tempi di azione strettissimi soprattutto se hanno più figli da ‘raccogliere’: non tutti gli scolari escono dallo stesso cancello, e allora capita che sia necessario affrettarsi da una parte all’altra dell’edificio ‘trascinandosi’ appresso il primo dei figli prelevato. Ammesso che frequentino la stessa scuola.
Villasanta aveva un ottimo servizio di aiuto alle famiglie orchestrato dai ‘Nonni civici’ ma, si sa, i nonni di questi tempi sono una categoria protetta. (Ma quanto ci manca il nonno ‘Batti un cinque’ che pure gli adulti obbedivano e dopo sorridevano un po’ di più!)
Me ne stavo, quindi, a guardare l’allegro scompiglio che si intricava e si scioglieva veloce nel susseguirsi delle classi in uscita, quando davanti a me si è fermata una macchina, la portiera si è spalancata e ne è uscita veloce come il fulmine una donna. ‘Torno subito!’, ha esclamato rivolta a qualcuno dentro la macchina (poi ho visto che era una bambina di 9/10 anni) e ha fatto per catapultarsi verso il cancello della scuola.
Bene! Siamo arrivati al fatto centrale di tutto il racconto.
Un vigile le si è avvicinato a passi rapidi ammonendola con assoluta severità sia nella voce che nei modi e nel volto che lì, dove aveva lasciato l’auto, non era permesso posteggiare. ‘Solo 20 secondi!’, affannata la donna indica la scuola, ‘ Prendo la bambina e... davvero neanche 20 secondi...’, ma il vigile è irremovibile. Lì non è dato parcheggiare! Poi guardando un’altra macchina posteggiata giusto mezzo metro più avanti, ‘Questa è di un handicappato’, dice quasi a giustificarsi facendo con la mano un gesto come a dire ‘chiudo un occhio...’.
Da non credere, vero?
Aggiungo che nessuna delle due macchine intralciava in alcun modo il traffico.
La donna in questione ha un attimo di incredulità, più che di incertezza, poi torna sui suoi passi.
Risale in macchina.
Mette in moto.
Mette la freccia.
Aspetta che la strada si liberi (il vigile non fa neppure il tentativo di fermare i mezzi che sopraggiungono).
Percorre meno di due metri.
Frena creando alle sue spalle un immediato ingorgo.
Punta il muso dell’auto verso l’unico parcheggio libero che si trova proprio vicino al cancello della scuola.
Fa spostare i parenti che, forse per rispettare la distanza sociale, lo hanno invaso.
Aspetta che anche la donna incinta che sta sopraggiungendo si accorga di lei e si sposti, e finalmente lei e la legge si trovano dalla stessa parte!
Altro non ho visto, ma immagino l’agitazione sua, e di sua figlia, e della maestra che non la vedevano arrivare.
Ah! Un ultimo particolare: sul sedile posteriore della macchina ho visto un seggiolino, uno di quelli per bambini piccoli. Vuoi vedere che c’era un terzo figlio da recuperare?
Che tristezza, vero, una storia così?
E allora?
Allora io ho cambiato il finale.
In questo modo:
“... davanti a me si è fermata una macchina, la portiera si è spalancata e ne è uscita veloce come il fulmine una donna. ‘Torno subito!’, ha esclamato rivolta a qualcuno dentro la macchina e ha fatto per catapultarsi verso il cancello della scuola.
Un vigile le si avvicina a passi rapidi.
‘Deve prendere un bambino a scuola?’ le chiede con un sorriso. E poi vedendola agitata aggiunge ‘Non si preoccupi, signora! Vada tranquilla! Alla sua bambina e alla sua macchina dò un’occhiata io.’ “
Ecco, una conclusione come questa mi avrebbe allargato il cuore, e la mia giornata si sarebbe conclusa con un filo di speranza e di fiducia in più.
Solo venti secondi!
A volte sono quelli che fanno la differenza.
Silvana P.
giovedì 14 maggio 2020
Occcavolo
ora aspetto che passi del tipo: ti vien voglia di lavorare? Siediti e aspetta che ti passi!
sabato 2 maggio 2020
c virus maggio
E adesso cosa accadrà? Accadrà che ci si abitua mentalmente al fatto che i vecchi sono i più idonei al virus. Continuare a stare tutti chiusi per proteggerli? Dai! Assurdo! E allora vada come vada... Chi si ammala si ammala. Tipo : chi è sotto è sotto chi tocca tocca... E buoNanotte al secchio... o al vecchio...
Non credo che manchi molto a questo... Siamo... sono tutti stufi..
E un ringiovanimento della popolazione ... dopotutto.. ci sta proprio bene...
2 maggio ore 18,21
Sfacchinato un po' in giro per casa.
Ascoltato nuovo libro su Audible.
L'inizio, intendo, del libro.
La vita è un cicles della Margherita Oggero
(https://www.qlibri.it/narrativa-italiana/gialli,-thriller,-horror/la-vita-%C3%A8-un-cicles/) sembra divertente.
Preso il sole.
Entrata in fase silenziosa di vittimismo.
Aspetto che mi passi.
Qualche giorno dopo e
Ho dormito di sasso fin poco prima delle quattro. Mi son svegliata in ‘buona’ tutto sommato. Ho giocato tranquilla, A un certo punto mi è piombato addosso il peso di tutta sta situazione assurda.. che poi così assurda non è.. ce la siamo proprio andata a cercare a furia di infierire sulla natura... Fatto sta che mi è venuta una micidiale crisi di tristezza con lacrimoni che ho lasciato scendere senza neppure asciugarli.. Ogni tanto mi capita. Poi sto meglio. Come dopo aver partorito: una crisi di pianto liberatorio di tutta la tensione accumulata (è normale reazione allo stress fa parto). Ricordo che c’erano mia mamma e mia sorella maggiore e io che dicevo loro: continuate a parlare.. continuate .., non badate a me.. sto bene.. ho solo bisogno di piangere.. E loro che sapevano bene cosa provavo mi hanno lasciato piangere in santa pace! Ecco... prima più in piccolo ma mi é capitato qualcosa di simile.
13 maggio ore 19 meno uno
E adesso cosa accadrà? Accadrà che ci si abitua mentalmente al fatto che i vecchi sono i più idonei al virus. Continuare a stare tutti chiusi per proteggerli? Dai! Assurdo! E allora vada come vada... Chi si ammala si ammala. Tipo : chi è sotto è sotto chi tocca tocca... E buoNanotte al secchio... o al vecchio...
Non credo che manca molto a questo... Siamo... sono tutti stufi..
E un ringiovanimento della popolazione ... dopotutto.. ci sta proprio bene...
sabato 18 aprile 2020
Al tempo del coronavirus mese aprile
Il tempo! É tutta questione del tempo!
Il tempo si é fermato. Si è dilatato. Rarefatto.
Ne hai a disposizione tanto, ma veramente tanto... eppure è come se Improvvisamente diventasse poco o addirittura non esistesse più.
Anche le normali quotidiane operazioni si sono dilatate. Tanto c’è tempo... e allora dormi di più... e al mattino non ti alzi mai... e rimandi... rimandi... rimandi... Ecco ‘rimandi!’ Dopo l’iperattività iniziale scattata al primo impatto con questa strana situazione in cui siamo stati catapultati é subentrata la fase della quiete ‘che tanto ci sarà tempo domani...’
E poi a un certo punto della giornata ti vien voglia di far qualcosa ma ormai è tardi... troppo tardi... è sera... si cena... si chiacchiera in videochiamata con chi non riesci più a vedere direttamenre ed è ora di andare a dormire.
Fa niente... tanto c’é tempo... tanto tempo...
22 aprile ore 7, 40
domenica 15 marzo 2020
Nell’anno del coronavirus
Venerdi 13 Marzo, Ore 8,42
Sabato 14 marzo ore 8,26
Domenica, 15 marzo ore 5 del mattino
Lunedi, 16 marzo ore 7,10
Mi sveglio. Ho freddo. Mi rincantuccio sotto le coperte tirandomele bene ma proprio bene fino intorno al collo che non si insinui neppure un sibilo di aria. Un ultimo ritocco porta il lenzuolo sopra l’orecchia chè quando ho freddo non sopporta la minima frescura.
‘Bene!’, penso, ‘Oggi che faccio...’ e non mi dò neppure la briga di trovare una risposta. Tanto sarà una noia un po’ angosciata come ieri.
‘Potrei’, mi suggerisco, ‘potrei appendere la bandiera verso strada!’
‘Sarebbe’, cerco di convincermi, ‘sarebbe un bel segnale di solidarietà...’
Poi mi sistemo ancor meglio le coperte tutt’intorno al corpo e chiudo gli occhi cercando il conforto del sonno.
Martedi 17 Marzo , ore 6
Sveglia come un grillo. Non posso tergiversare... corro... mi trascino in bagno per la pipì..
Torno al calduccio delle coperte, ma ormai il sonno è passato. Gioco a Ruzzle e scopro che due della squadra sono svegli al pari mio. Chiacchieriamo tra una partita e l’altra. Scopro che oggi qui c’è il sole. Me lo dice Stefania. Abita a Milano. Buona giornata a tutti!
Venerdì, 20 Marzo ore 8,34
Mi sono svegliata male stamattina. Penso che il merito sia del sogno. Ero in giro, a un certo punto in piazza Treno e Trieste.
Era giorno. Una scolaresca in gita scolastica. Tutti i ragazzi accalcati gli uni su gli altri attorno al professore.
Io avevo per mano un bambino di 4 o 5 anno che suonava un ocarina o un piccolo flauto.
Sconvolta da quell’ammassamento cercavo il professore per fargli una storia e farli allontanare, ma non lo trovavo e allora ho preso in braccio il bambino e cercavo di allontanarmi ma due ragazze mi seguivano e uggiolavano che bel bambino ... che bel bambino.
Poi ero in una strada più stretta diretta a casa e i bar erano pieno di gente seduta fuori che rideva giocava a carte scherzava e io mi son messo a dir loro a voce alta ‘sgombrate! Disperdetevi! Allargatevi!’ Ma nessuno mi ascoltava..
Ecco, credo che questo sogno mi abbia fatto svegliare con l’angoscia. Quando ho aperto gli occhi avevo mal di stomaco e un’ansia da brivido. Ho avuto come l'impressione che non ne usciremo mai. Che niente sarà piuttosto come prima.
Ho fatto il caffè e son tornata a letto come faccio sempre se posso e adesso posso... posso... Ho fatto due partite a ruzzle contro voglia il che la dice lunga e pian piano mi son calmata un po’
Oggi? Dovrò trovare qualcosa da fare che mi occupi mani e mente. Lavorerò alla agenda di C.
21 marzo, ore 9
Maledizione... maledizione ai momento in cui ieri sera ho deciso di prendere solo una pastiglia! Quella che io prendo la sera per le gambe senza riposo.
‘Vediamo un po’, mi son detta, ‘proviamo! Magari ne basta una! Coi tempi che corrono... andare in farmacia...mascherina... mani...’ Un accidenti mi prenda! Mi son dovuta alzare più e più volte. Son finita in cucina a mangiare ovviamente. A volte poi mi addormento dopo il cibo, vero! Ma già non vado in palestra e metto su ciccia anche senza queste incursioni... Ho dovuto ricorrere al valium . Stamattina ho faccia e occhi gonfi. (Mi è venuto il sospetto che sia il valium., Indagherò, Già ho scoperto che mi crea sensibilità al solo..Mamma!!, ma dovevi ereditarmi questo bel regalo!!??)
E come se non bastasse SOGNO! Sogno un sacco. Troppo
22 marzo. Domenica ore 8,20
Apro gli occhi. Tre secondi. Li richiudo. Oggi non affronto niente. Me ne sto qui tutto rincantucciata e aspetto. Aspetto di dimenticarmi di me. Aspetto che il mondo dimentichi.
Non so neanche che giorno è. Cioè, so che è il 22. Ieri era primavera! Ma se sabato o lunedì..no lunedì no .. se no ieri sarebbe stata domenica e NON era domenica! Poi ho guardato il pad e ho visto che OGGI è domenica. Bene. Ci sarà più silenzio del solito.
Non sento sirene. Né vicine né lontane. L’altro giorno mentre cucinavo ho sentito avvicinarsi prepotente una sirena. Ho guardato e sotto le finestre passavano ‘solo’ i pompieri. Bellissimi. Rossi. Luccicanti POMPIERI. Ieri stessa cosa. Sento la sirena. Mi affaccio. Una enorme autoambulanza mi ha tolto il fiato. Non l’ho guardata passare. Ho chiuso in fretta.
Oggi il cielo è nuvolo.
20 minuti più tardi
Poi mi son messa a scorrere il mio blog..Cavolo! Mi piace! Son brava!
A parte questo slancio di bellaggine verso me stessa, mi son soffermata su un video di Celentano di cui ho inserito il link e casualmente (probabile che in seguito abbia cliccato a caso in youtube) ho trovato un altro video: Celenta e Mina. Fantastico
https://youtu.be/p3TZrdNmdbc
Lunedì 23 marzo ore 9,06
Stanotte un vento furioso mi teneva sveglia. Beh, a dirla tutta ero sveglia ‘forzata’ anche per altri due motivi.
1) Ruzzle. Alla una sarebbe finita la sfida settimanale e DOVEVAMO vincere e DOVEVAMO cioè dovevo, gli altri dormivano tutti, tenere a bada i secondi che ci incalzavano. Abbiamo vinto. Ovvio. Quando mi ci metto. Mi ci metto.
2) Spesa on line. Impossibile da giorni trovare uno slot di consegna libero. Ieri avevo letto da qualche parte che è a mezzanotte che la Esselunga mette a disposizione in nuovi slot. Bene. A mezzanotte clicco. Sito in manutenzione. Riprova piuttosto tardi. Bene, ho pensato amleticamente, allora c’è del vero in quanto letto. Ho riprovato per mezz’ora., Finalmente la rotellina inizia a girare e il sito si carica di nuovo. Ci siamo, mi son detta. .Spes ultima dea. CICCIA! Gli slot TUTTI OCCUPATI.!!! Anche stamattina.
merc 25 Marzo ore 9,45
Dies infausta quae incipit cum maldestro (very very very molto maldestro) inciampamento et conseguente sversamentulo my cup of coffee .... in lectuli camera!!!
Ahhhh! (Gridum doloris!)
Pavimentum et lectum et materassum et pantopholae alias appellatae chabattae et copertae et, ovvie, lenzuola ... omnia et omnes ...
hercle!!
Gio 26 Marzo ore 6’23
Dormito bene anche se per addormentarmi son dovuta ricorrere al cibo. Fette biscottate. Dopamina. Non va bene ma poi mi addormento.
Oggi? Oggi vorrei poter riaddormentarmi e dormire dormire dormire...
Ps. Ieri ho trovato un slot di consegna libero. Yeeeeesss!!!
Ore 10,47
Sono in piena auto commiserazione. Ahimè
Sabato 28 ore 17,16
Lunedi 30 marzo ore 7,36 di ora legale
Ore 21,46
Ma porca la miseria! Tutti sti sacrifici di reclusione e poi ? Eccola lì la scemata che scopro stasera. Antefatto: stamattina il Peppo è sceso in farmacia e già che c’era gli ho detto di andare a prendere il pane. Bene. Torna, gli apro il coso della plastica, butta via i guanti, si lava le mani in tre secondi ma pazienza. Ok. Stasera butra ninnso cosa nella plasticace giù una bella spinta con le mani le braccia dentro al secchio della plastica. Poi ‘io grido’ capisci? Io grido! Cavolo! E mica si catapulta a lavarsi quando ‘io grido’ No! Ha da ridire che ‘grido’! Le mani si è degnato di sciacquarle.. E fosse finita qui! Ho scoperto poi che si é fermato anche al bancomat! Ora! Non l’ho visto e quindi unp 0,000001 % lo posso concedere, ma avendo io stamattina sentito due volte la porta di 8 gresso ricostruisco cosi: è uscito una prima volta per il bancomat (bella sana la tastiera!) É tornato su a portare i soldi (tastando la ,maniglia, forse il corrimano, il cassetto della scrivania, du nuovo la maniglia questa vo,ta quella interna, le chiavi , con gli stessi guanti poi è andato per il pane. No comment
domenica 1 marzo 2020
Canto Navajo
Non restare a piangere sulla mia tomba.
Non sono lì, non dormo.
Sono mille venti che soffiano.
Sono la scintilla diamante sulla neve.
Sono la luce del sole sul grano maturo.
Sono la pioggerellina d’autunno.
Quando ti svegli nella quiete del mattino
Sono le stelle che brillano la notte.
Non restare a piangere sulla mia tomba.
Non sono lì, non dormo.
– Canto Navajo –
sabato 22 febbraio 2020
All’ipotetico lettore di M.Guidacci
Margherita Guidacci 1921 - 1992
All'ipotetico lettore
Ho messo la mia anima fra le tue mani.
Curvale a nido. Essa non vuole altro
che riposare in te.
Ma schiudile se un giorno
la sentirai fuggire. Fa' che siano
allora come foglie e come vento,
assecondando il suo volo.
E sappi che l'affetto nell'addio
non è minore che nell'incontro. Rimane
uguale e sarà eterno. Ma diverse
sono talvolta le vie da percorrere
in obbedienza al destino.
martedì 5 novembre 2019
venerdì 13 luglio 2018
Io non so parlar d'amore
Io non so parlar d'amore
l'emozione non ha voce
E mi manca un po' il respiro
se ci sei c'è troppa luce
La mia anima si spande
come musica d'estate
poi la voglia sai mi prende
e mi accende con i baci tuoi
Io con te sarò sincero
resterò quel che sono
disonesto mai lo giuro
ma se tradisci non perdono
Ti sarò per sempre amico
pur geloso come sai
io lo so mi contraddico
ma preziosa sei tu per me
Tra le mie braccia dormirai
serenamente
ed è importante questo sai
per sentirci pienamente noi
Un'altra vita mi darai
che io non conosco
la mia compagna
tu sarai fino a quando
so che lo vorrai
Due caratteri diversi
prendon fuoco facilmente
ma divisi siamo persi
ci sentiamo quasi niente
Siamo due legati dentro
da un amore che ci dà
la profonda convinzione
che nessuno ci dividerà
Tra le mie braccia dormirai
serenamente
ed è importante questo sai
per sentirci pienamente noi
Un'altra vita mi darai
che io non conosco
la mia compagna tu sarai
fino a quando lo vorrai
poi vivremo come sai
solo di sincerità
di amore e di fiducia
poi sarà quel che sarà
Tra le mie braccia dormirai
serenamente
ed è importante questo sai
per sentirci pienamente noi
pienamente noi uhu uhuhttps://www.youtube.com/watch?v=hZsLAhvuBzo
mercoledì 14 febbraio 2018
Corso di disegno 2 - Elogio della Chiacchiera
In verità dovremmo tacere tutti, un po’ obnubilati dall’estro artistico, almeno secondo la Carla che sostiene (e io le credo!) che per creare arte, nel nostro caso disegnare, bisogna affidarsi alla parte destra del cervello (sic!) fino a estraniarsi dal mondo e diventare un tutt'unico con la propria opera... Ma di questa ghiotta teoria parlerò in altra occasione.
La conversazione si allarga se pur senza continuità anche agli altri artisti che lavorano allo stesso nostro tavolo. Ormai ci si conosce!
Ogni tanto Angela, che traffica operosa davanti all'armadione pieno di ogni ben di Dio di oggetti vari di ogni dimensione, colore e materiale, nel tentativo di portare al suo interno un po' d'ordine e di civiltà, passa tra i tavoli e mostra uno o più sacchetti, quelli in cui a fine lezione ognuno di noi ripone gli oggetti che gli serviranno ancora la prossima volta, e chiede con voce delicata per non disturbare coloro che ascoltano la propria ispirazione, se qualcuno per caso sapesse a chi appartiene. Ci prova tutte le volte e tutte le volte ottiene sguardi persi e risposte rarefatte...Il fatto è che proprio non sappiamo...
L'apoteosi della chiacchierata giunge all'apice quando dalle nostre parti passa uno dei maestri che richiesto di aiuto si prende prontamente cura di noi.
E mentre corregge rettifica suggerisce e traccia linee chiare e certe, iniziamo a parlare fra di noi, e non per forza del disegno che abbiamo davanti. Gli argomenti spaziano e sono sempre stimolanti. Si parla di tecniche pittoriche, di riferimenti artistici, si guardano foto di quadri famosi, si fa qualche incursione nel 'sito' delle nostre insegnati/artiste e da qui il salto è breve... guarda il nipotino, guarda questo paesaggio, hai visto la tal mostra, uhhh sììì.... bellissima e interessantissima!!! Ho letto un libro che...Aspetta che guardo se c'è in biblioteca.. Ho fatto l'abbonamento annuale per i Musei (é da fare in assoluto! Via libera quando vuoi e come vuoi per tutti i Musei...) ... Come va la salute? Meglio, grazie! Adesso ti racconto... Mio marito dice che... Il mese scorso sono andata a .... Il prossimo io andrò... Ultimamente abbiamo fatto una lunga chiacchierata con un'amica, direttamente coinvolta e che quindi ci ha dato notizie di prima mano, sui bambini che dalla Bielorussia vengono in Italia per brevi periodi presso famiglie italiane. Il tono si è fatto serio e le domande sono state tante. Quando ci sono in gioco i bambini...
Torniamo a noi...Tra una ciarla e l'altra il tempo passa in un baleno, e viene l'ora di sistemare l'aula, e qualcuno già saluta ed esce frettoloso, e noi che restiamo abbiamo tutto il tempo per prolungare la chiacchiera con Mariella, Carla, Angela, e, quando c'è, il Leo! (Il quale Leo ultimamente latita... e ne 'le quiete stanze' non risuona la sua voce grave e profonda che non può passare inosservata. Ma lo si perdona. Studia! e lo studio e gli esami sono sacri!)
(vedi prima puntata)
Vecchie poesie ritrovate
Invece guardicchiando nel quaderno delle recensioni di libri letti (bella abitudine che avevo ma che ormai ho purtroppo abbandonato...) le ho ritrovate, o meglio ne ho ritrovato lo scritto primo. Ero già tragica nel 2009!
D'altronde è proprio quando non sai più come esprimere quel che hai dentro e che sembra scoppiare, che ricorri alla poesia dove le immagini i suoni i colori possono sostituire i pensieri e dar sfogo ai sentimenti.
29 .4 .09
Noi vittime del passo cadenzato
dei prepotenti
viviamo una vita non nostra
e non possiamo mettere in mostra
i pensieri profondi e leggeri
che nel vento vorremmo inviare
per farli tornare più lievi
sull'onda sottile
del suono
che unisce i ricordi di ieri
alla speranza del poi
4.2009
lasciatemi stare
lasciatemi stare
é l'ora del giorno
che cala silente,
e sale ululante la notte
Urlano le ore
la solitudine brucia il respiro..
lasciatemi stare
lasciatemi stare
lunedì 5 febbraio 2018
è scoppiata un'amicizia! (in senso positivo)
Ed è un'assoluta verità!
MA. mi fa fare cose piacevolissime che io avevo tralasciato da tempo per pigrizia per poca volontà ma, penso, soprattutto per mancanza di un compagno d'avventura.
Mi porta a visitare mostre d'arte, con lei frequento un ganzissimo corso di disegno, siamo state insieme a una cena letteraria, mi ha fatto scoprire una nuova libreria un po' diversa dalle solite più commerciali,... Insomma non passa molto tempo dall'ultima 'avventura' che già me ne propone un'altra. E non solo... : mi trascina a far tutto ciò utilizzando i mezzi pubblici assoluta novità per me 'viziata' dalla macchina sempre a disposizione per i tragitti lunghi e dalla bici per le distanze brevi.
E questo mondo di treni pullman autobus biglietti obliterazioni attese orari scritti così in piccolo che ci vorrebbe una lente di ingrandimento appesa al palo ... questo mondo, dicevo, da me dimenticato (devo risalire ai tempi dell'università ...) è già di per sé un'avventura!
Non paga di tutto ciò, MA. resasi conto di qualcosa di strano e avendo letto in questo stesso mio blog il post "Adesso sono stufa!" si rende conto di avere un'altra amica con le medesime identiche (mi si perdoni il termine... io nei miei confronti POSSO USARLO! Se lo usa qualcun'altro ... lo inchiodo!!!) con le medesime, dicevo, 'mene mentali' e decide che forse la cura potrebbe essere quella di metterle in contatto. Detto fatto, trasmette i dati del mio blog a M. che legge strabilia ci si riconosce ulula di gioia nel trovar conforto in un'anima gemella... e tramite l'amica comune mi fa giungere il suo entusiasmo per le parole del mio post.
Posso io resistere al richiamo di un apprezzamento tanto acclarato? Son stufa sì, ma hai voglia a guarire!! In realtà il richiamo irresistibile è ben altro: trovare qualcuno con il tuo stesso problema è balsamo sulle ferite, è acqua fresca nella calura estiva, è luce in fondo al tunnel, è sollievo... NON SONO SOLA! QUALCUNO MI CAPISCE!
Così di impulso approfitto dell'indirizzo che trovo in calce alla missiva che mi è stata inoltrata e scrivo scrivo scrivo di getto, forse anche senza un filo logico, a questo mio alter ego (così la chiamo io, per lei sono anima gemella) che mi risponde a breve giro di posta, io leggo e DEVO scriverle! Non riusciamo più a smettere!
Ho l'impressione che sia scoppiata un'altra amicizia!
MA. naturalmente sta già tramando per farci incontrare. Credo che voglia tentare di recuperarci alla vita!
Grazie MA!!!
sabato 3 febbraio 2018
FA GNENTE
che mi sembra molto più pregnante e financo gnomico ma non mai gnostico!
In pratica FA GNENTE è una diramazione più finalizzata della su anticipata teoria del 'Negare sempre'.
FA GNENTE è esplicitamente elaborata per permettere la MIA PERSONALE SOPRAVVIVENZA con il P.
Fa gnente sono le parole con cui ormai concludo qualsivoglia ... discorso? conversazione? dialogo (ahahah)? scambio di opinioni (??????) ? scambio di stucchevoli convenevoli? Ecco forse l’ultima..., concludo, dicevo, qualsivoglia tentativo di comunicazione! Fa gnente mette fine a estenuanti (e sottolineo estenuanti che mi lasciano senza forze) tentativi di chiarire il senso di ciò che, solitamente di una banalità estrema tra l’altro, mi era sfuggito di bocca un attimo prima. D’altronde non si può vivere tacendo 24 ore su 24... Manco in clausura... Così a volte generalmente a tavola mi sfugge che so... un commento di quanto detto in tv (è l’unico momento in cui guardo la tv che poi per me esiste proprio poco), o il racconto di quanto capitato durante il giorno o altro. Finisce sempre SEMPRE allo stesso modo: dalla reazione mi è evidente che non sono stata chiara e allora cerco di cambiar parole di spiegare di trovare un altro punto di vista.. Niente! Pardon ... GNENTE da fare! Non trovo modo di trasmettere. E allora? Allora ‘fagnente’ dico con voce strozzata dalla furia di chi si sente anche presa in giro perché santoiddio secondo me fa apposta, fagnente come al solito. E taccio.
lunedì 29 gennaio 2018
Groviglio
Groviglio. Ediz. illustrata
di Christian Sartirana, Francesca Zanotto
Dunque Groviglio è ... un groviglio di fili in mezzo ai quali ci sono anche un chiodo un bottone e altro. Si trova in una discarica ma è diverso dalle altre cose che lì giacciono perché Groviglio è vivo e sa di esserlo. Non è in grado divedere, di udire, di parlare e neanche di muoversi, ma lui SA di esistere e decide di andare via. Si fa aiutare dal vento che lo trasporta a incontrare la vita. Si entusiasma con l'innocenza di un bambino a ogni incontro con qualsiasi cosa animata o inanimata che sia. Considera tutti amici o potenziali tali ed è sempre pronto a considerare le cose da un punto di vista diverso e nuovo.Riuscirà il nostro adorabile Groviglio a 'sgrovigliarsi'?
Ovvio che sì!!! ma come? con l'aiuto prezioso di una bambina! E finalmente Groviglio sgrovigliato scoprirà chi veramente è!
Un viaggio alla scoperta del proprio essere che ognuno, bambino o adulto, dovrebbe imparare a fare!
(altrettanto ovvio che l'ho già comprato, letto e preparato da dare alle mie nipotine!!!)
martedì 23 gennaio 2018
Corso di disegno
Carla Colombo Sala,
Mariella Covertini,
Leo (Leonardo Bottazzi)
e a Angela Pastres che dirige e coordina
Questo il racconto del mio primo giorno.
Quando arrivi ti viene assegnato il posto a un tavolo, posto che resterà tuo fino alla fine dell'opera che inizierai. Ti viene consegnata una tavola di legno compensato che sarà la TUA tavola di lavoro sulla quale va assolutamente fissato con lo scotch di carta il foglio bianco (rigorosamente A4 ruvido); poi vieni portata davanti a un enorme armadio pieno di ogni ben di Dio di oggetti vari di ogni dimensione, colore, materiale e ti viene chiesto di sceglierne uno due tre... quanti vuoi e di farne una composizione da riprodurre sul foglio. Per delimitare lo spazio sul tavolo (quello vero mica la tua tavola di legno...) si usano dei cartoni ripiegati sui quali si può drappeggiare uno degli innumerevoli teli a disposizione sempre nel suddetto armadione.
E a questo punto ti ritrovi sola davanti al tuo foglio.
E non sai cosa fare!
martedì 16 gennaio 2018
Adesso sono stufa
domenica 14 gennaio 2018
Asimov - Il club dei Vedovi Neri
![]() |
| Isaac Asimov |
Stavo per acquistarlo in formato ebook via Amazon, quando in men che non si dica detto amico me ne invia tramite internet una copia! Già il SOLO fatto di ricevere da oltre Atlantico come fosse dietro l'angolo un file, di scaricarlo, di aprirlo e infine di iniziare a leggere mi sembra incredibbbbile! E mi fa dire 'Voglio vivere altri cento anni per vedere cosa si inventa l'uomo... no... la donna... beh.. entrambi!'
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| Oscar Gialli n. 117 Mondadori 1989 |
martedì 2 gennaio 2018
Il giardino dei fiori segreti - Cristina Caboni
Ebbene l'ho iniziato e poi... è subentrata la solita noia quella noia che mi prende presto per ogni cosa che intraprendo.
Il libro non mi prendeva, mi sembrava assurdo persino il punto di partenza... la divisione di due gemelle bimbe ancora molto piccole, mi sembra di due anni, tra padre e madre che si separano e non si parlano praticamente più per 20 anni o giù di lì. Ma per favore... non diciamo fesserie!Per non contare dell'altra mia teoria per la quale un libro se non ti prende entro le prime trenta pagine lo puoi scagliare e dimenticare in uno scaffale.
Così il libro gironzolava tra il mio comodino, la sacca della ginnastica che tengo vicino quando assisto le bimbe in palestra, il computer (pardon...il Mac) deprivato fintanto della sovracopertina per comodità di trasporto, ma le pagine stentavano a girarsi.
Poi Ciarlot ha insistito con insistenza e allora mi ci son messa di buzzo buono.
FINITO IN DUE dico DUE GIORNI!!
La storia era lì dietro alla pagina successiva che mi aspettava con imprevisti, colpi si scena, tensioni, scioglimenti, gioie, perdoni, rivelazioni, affetti, ritrovamenti, amori...e lacrime. Le mie. Sic!
lunedì 1 gennaio 2018
2018
Voglio vivere ridere chiacchierare ascoltare e essere ascoltata. Sono disposta all'impossibile. Capisco la letteratura meglio di sempre.. Leopardi.. Il Faust...
In ogni caso


