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lunedì 29 gennaio 2018

Groviglio

Groviglio. Ediz. illustrata


di Christian SartiranaFrancesca Zanotto


Un meraviglioso libro meravigliosamente illustrato per bambini ma io che sono adulta l'ho letto l'ho goduto immensamente. E mi è anche stato utile per chiarire qualcosa di me a ... me!
Dunque Groviglio è ... un groviglio di fili in mezzo ai quali ci sono anche un chiodo un bottone e altro. Si trova in una discarica ma è diverso dalle altre cose che lì giacciono  perché Groviglio è vivo e sa di esserlo. Non è in grado divedere, di udire, di parlare e neanche di muoversi, ma lui SA di esistere e decide di andare via. Si fa aiutare dal vento che lo trasporta a incontrare la vita. Si entusiasma con l'innocenza  di un bambino a ogni incontro con qualsiasi cosa animata o inanimata che sia. Considera tutti amici o potenziali tali ed è sempre pronto a considerare le cose da un punto di vista diverso e nuovo.
Riuscirà il nostro adorabile Groviglio a 'sgrovigliarsi'?

Ovvio che sì!!! ma come? con l'aiuto prezioso di una bambina! E finalmente Groviglio sgrovigliato scoprirà chi veramente è!

Un viaggio alla scoperta del proprio essere che ognuno, bambino o adulto, dovrebbe imparare a fare!

(altrettanto ovvio che l'ho già comprato, letto e preparato da dare alle mie nipotine!!!)

domenica 14 gennaio 2018

Asimov - Il club dei Vedovi Neri

M. un  vecchio amico di lunga dat... no... un buon amico di recente data, recentissima a dire il vero (ma questa è un'altra storia...), mi manda dalla Florida Miami (sic!) una copia della raccolta di brevi racconti gialli di Isaac Asimov noto scrittore di fantascienza, meno noto, ma non per questo meno valido, scrittore di gialli del genere 'cerebrale' caratteristico per esempio delle opere di Agatha Christie e del suo incomparabile Hercule Poirot.          

Isaac Asimov 
Me ne aveva parlato suggerendomene la lettura, ma il libro pare  introvabile. 
Stavo per acquistarlo in formato  ebook via Amazon, quando in men che non si dica detto amico me ne invia tramite internet una copia! Già il SOLO fatto di  ricevere da oltre Atlantico come fosse dietro l'angolo un file, di scaricarlo, di aprirlo e infine di iniziare a leggere mi sembra incredibbbbile! E mi fa dire 'Voglio vivere altri cento anni per vedere cosa si inventa l'uomo... no... la donna... beh.. entrambi!'
Per farla breve,  un po' sul melatonino, che però risulta molto scomodo, un po' sul pad, ho già letto metà libro e son pronta a dirne la mia. 

I racconti sono brevi e in quanto tali fruibilissimi perché uno ne inizi e uno finisci scoprendo in modo veloce e piacevole l'arcano che ne è alla base. 
In un Club per soli uomini (Sgrunt! ma che noiosi ...) sei gentiluomini un po' all'antica, un po' affettuosamente polemici e provocatori  l'un con l'altro, per i quali pare che Asimov abbia preso spunto da un Club che effettivamente frequentava, si ritrovano periodicamente per il lasso di tempo di un pranzo nel ristorante Milano all'angolo fra la Quinta Avenue e la Tredicesima Strada a New York (Vedi racconto 'Domani'). Qui serviti da Henry il fido cameriere, tra cibi prelibati, buone bevande e discussioni serratissime al limite del pedante, dogmatico e sofistico, ma sempre assai scrupolosamente documentate e  realistiche  (quelle che lo stesso Asimov chiama le 'conversazioni intelligenti' che si diverte tanto a costruire ) i soci sono soliti avere un ospite il quale al momento opportuno verrà 'torchiato' cioè dovrà trovare e dare una giustificazione della propria esistenza. E non sono teneri i soci. Esigono risposte idonee! 
Oscar Gialli n. 117  Mondadori 1989
Oscar Gialli n. 117
Mondadori 1989
Il gioco continua, spesso collegato a quanto detto dall'ospite, alla ricerca di un enigma da risolvere. L'enigma deve essere in ogni caso portato proprio dall'ospite.

Geniale, assolutamente geniale, oltre che centrale nella costruzione dei racconti, la figura di Henry, l'insuperabile, immancabile, incomparabile, ineguagliabile oltre che stimato (così viene di volta in volta indicato dall'autore) cameriere. Potrebbe sembrare una figura di secondo piano perché per quasi tutto il racconto si limita a servire i soci parlando solo se interpellato come conviene a un maggiordomo degno di questo nome. Già qui dimostra una grazia, una gentilezza e un savoir-faire e un tempismo ormai direi rari, ma è al termine della storia che emerge Henry. Infatti nonostante lunghe e minuziose analisi a volte addirittura sentenziose e riflessioni che in alcuni casi rasentano la pedanteria i soci non riescono MAI a sciogliere i misteri  loro riportati da risolvere. È Henry che ascolta, riflette, analizza, trae conclusioni e con umiltà semplicità e buon senso trova la soluzione degli enigmi. Soluzioni apparentemente alla portata del lettore perché trovano la loro ragion d'essere nei dotti ed eruditi discorsi dei sei soci, ma non sempre è facile individuarla. Anzi...! Finora quella cui mi sono vagamente avvicinata è la soluzione del racconto intitolato 'L'oggetto mancate'. Il racconto a me meno gradito finora è quello intitolato 'Il secondo classificato' incentrato sulla storia americana e sui suoi Presidenti più o meno noti.

Salta evidente all'occhio anche di un profano la formazione scientifica di Asimov. In ogni dettaglio dei suoi racconti emerge la capacità di ricercare ed elencare gli elementi, di sottoporli ad analisi stringente, di sintetizzare la logica conclusione. Nulla è lasciato al caso. Tutto ha una spiegazione logica e rigorosa.


A breve ulteriori commenti, o eventuali errata corrige. Forse.




martedì 2 gennaio 2018

Il giardino dei fiori segreti - Cristina Caboni

Della Caboni ho già letto con molto piacere "Il sentiero dei profumi" e "La custode del miele e delle api".  Ripeto, letti con tale piacere e velocità, che detto da una ex lettrice anzi divoratrice di libri (da tempo non riesco a trovare quella gioia nel leggere che trovavo invece da sempre. Ma questo è un altro discorso), dicevo detto da una ex ecc è una bella premessa all'acquisto del successivo romanzo  uscito nell'agosto del 2016 appunto "Il giardino dei fiori segreti". 
Ebbene l'ho iniziato e poi... è subentrata la solita noia quella noia che mi prende presto per ogni cosa che intraprendo. 
Il libro non mi prendeva, mi sembrava assurdo persino il punto di partenza... la divisione di due gemelle bimbe ancora molto piccole, mi sembra di due anni, tra padre e madre che si separano e non si parlano praticamente più per 20 anni o giù di lì. Ma per favore... non diciamo fesserie!
Per non contare dell'altra mia teoria per la quale un libro se non ti prende entro le prime trenta pagine lo puoi scagliare e dimenticare in uno scaffale. 
Così il libro gironzolava tra il mio comodino, la sacca della ginnastica che tengo vicino quando assisto le bimbe in palestra, il computer (pardon...il Mac) deprivato fintanto della sovracopertina per comodità di trasporto, ma le pagine stentavano a girarsi. 
Poi Ciarlot ha insistito con insistenza e allora mi ci son messa di buzzo buono.
FINITO IN DUE dico DUE GIORNI!!
La storia era lì dietro alla pagina successiva che mi aspettava con imprevisti, colpi si scena, tensioni, scioglimenti, gioie, perdoni, rivelazioni, affetti, ritrovamenti, amori...e lacrime. Le mie. Sic!

sabato 18 agosto 2012

Il Vangelo secondo Biff (commento)


Il Vangelo secondo Biff. Amico d'infanzia di Gesù di Christopher Moore

Riletto  a distanza di qualche anno: ASSOLUTAMENTE da non perdere!
Solo una mano maschile poteva tracciare i contorni di una amicizia "da sempre" come quella tra Gesù e Biff. 
Mai blasfemo.
Spesso allegro.
Con sorpresa finale.

venerdì 17 agosto 2012

La biblioteca dei morti (commento)


La biblioteca dei morti di  Cooper Glenn

Che fantasia, l'autore, per inventare 'sta storia!
La quale storia è un misto di poliziesco classico americano (con protagonista "macho": sesso, alcool, brutalità varie,...) che non ho mai amato molto, fantastico (esseri anormali quasi asessuati), sentimentale ecc.
La storia di per sè mi ha interessato, ma lo scrittore è poco convincente.

martedì 26 giugno 2012

Dopo una parola (recensione)

"Dopo una parola" di Anita Shreve 

Una storia nella storia con finale non imprevedibile ma certo imprevisto.
"Acchiappanti" (non  mi viene in mente altro termine più fine!) i capitoli ambientati in Africa. Ancora una volta il mal d'Africa ha colpito!
Nel racconto c'è qualche momento di stanca, ma nel complesso reggono trama, intreccio e narrazione la quale ultima riesce più di una volta a far dimenticare al lettore il mondo intorno a lui proiettandolo nel vivo della storia. I personaggi sono ben caratterizzati.
La vicenda viene percorsa a ritroso; inizialmente a flashback, ed è straordinario vedere loro i due personaggi, Linda e Thomas,ringiovanire nei corpi e nel modo di agire.
Fino...alla sorpresa finale

lunedì 25 giugno 2012

Flatlandia (recensione)

"Flatlandia. Racconto fantastico a più dimensioni" di Edwin Abbott  edito da Adelphi

(letto agosto 2002)

Mi lascia senza parole!
"Fie, fie, how franticly I square my talk!" "Ahimè, ahimè ch'io squadro il mio parlare come un folle!" (Intestazione)
Incredibile la fantasia e la facilità con cui vengono ideati e raccontati strani mondi a 'diverse' dimensioni. Puntolandia, Linealandia, Pianolandia (= Flatlandia), Spaziolandia... e piano piano arrivi a capire che ognuno di noi è chiuso nel piccolo delle sue conoscenze e dei suoi 'scontati' così da non riuscire a immaginare quanto ci possa essere al di là del nostro mondo e del nostro io!
Neanche se te lo dimostrano.
E così arrivi a pensare alla quarta dimensione, quella del tempo.
E se qualcuno ti chiedesse di muoverti non avanti, non indietro, non a sinistra o a destra, non verso il basso o verso l'alto, ma ... nel tempo? avanti...indietro...dopodomani...ieri...il mese prossimo...tre anni fa...


La storia di San Michele (recensione)

"La storia di San Michele" di Axel Munthe edito da Garzanti

(letto e commentato agosto 2002)

Anacapri. Lo svedese A.Munthe se ne innamora e vi costruisce un rifugio favoloso.
Questo libro racconta questa storia e altre sempre legate all'esperienza personale dell'autore. Mio è piaciuto moltissimo il capitolo IV  'Lapponia'. Non che il resto non mi sia piaciuto. E' un libro che si legge volentieri.


Memorie di una Geisha (recensione)

Memorie di una Geisha di Arthur Golden edito da TEA

 (letto e commentato estate 2002)

A pagina 430 comincio a stufarmi. A dire i vero è da  un centinaio di pagg. che mi annoio. All'inizio la storia della bambina venduta a una 'okiya'(= casa di geishe) a soli 8 anni mi ha preso molto. Ma adesso che la bambina è ormai geisha la storia sembra diventare stucchevole.
Le crudeltà che la bambina ha dovuto subire da parte della geisha di turno, sono le stesse con le quali si vendica una volta diventata adulta.
E' comunque un interessante spaccato di cultura giapponese, con un indiscutibile fascino... orientale.

(Poche ore dopo scrivo:) Ho finito il libro che ha ricominciato a interessarmi assai anche perché ha ripreso i toni e l'andamento del romanzo con vari anche bruschi cambiamenti di situazione, di avvicendamento rapido delle azioni, etcetera.

Cuccette per signora (recensione)

"Cuccette per signora" di Anita Nair edito da Neri Pozza

Letto nell'estate 2002 (Ma quanto ho letto, quell'estate!!!)  

M'è piaciuto! è, anzi, sono le storie di sei donne casualmente incontratesi sul treno, in uno scompartimento riservato alle 'signore', galanterie d'altri tempi e d'altri luoghi (India) caratteristica di un mondo dove e quando l'emancipazione femminile era ancora lontana.
La protagonista è alla ricerca di sè e del proprio star bene da sola, o meglio è alla ricerca del coraggio di decidere (e di comunicare agli altri) di iniziare a vivere da sola e di  pensare un po' a se stessa.
Le altre donne, a una a una, si raccontano, e le loro storie sono quanto mai umane e, tutte, rivolte all'intima ricerca del proprio essere. Anche le più drammatiche.
Che contrasto tra la vita di queste donne e la "galanteria" dello scompartimento riservato!

L'amore al tempo del colera (recensione)

"L'amore al tempo del colera" di Gabriel Garcia Marquez

(letto e commentato nell'aprile 2002)

Voi vedere che a me la letteratura latino-americana non piace?
Non riesco ad andare avanti e sono solo a pagina 60. Di solito mi impongo almeno 100 pagine prima di cedere!
Noioso palloso si dilunga..., e inoltre il personaggio maschile non è mica tanto carino...

 Giugno 2012 : a distanza di 10 anni, questo commento mi stimola! Quasi quasi   ci riprovo...

domenica 24 giugno 2012

Il talismano (recensione)

"Il talismano" di Stephen King ee Peter Straub edito da Sperling & Kupfer

Ha una gran fantasia King, e inventa, anzi si inventa e si racconta (perché è così che fa: racconta a se stesso) storie pazze, quelle storie che da piccolo avrebbe voluto sentire.

In questa del Talismano, che è la prima opera di King che leggo, ci sono i tipici elementi delle storie inventate dai ragazzi. Forse ci sono un po' troppi vermi! Fanno un po' schifo!

E' sul come racconta che ho qualcosa da ridire: non cura l'espressione, ha (come dire?) un modo di scrivere 'parlato'. E' come se una volta scritto, non rileggesse mai e tanto meno ripensasse mai. E' ridondante, prolisso, spesso inutile nelle parole e nei particolari. In un racconto ogni particolare detto, raccontato, deve avere una sua logica all'interno della narrazione. Non può essere fine a se stesso. Mai.

mercoledì 20 giugno 2012

Grottesco (recensione)

"Grottesco" di Patrick McGrath edito da Adelphi

Strana storia.
Soprattutto strano il modo con cui viene raccontata. Originale, o meglio irreale.
E' la storia raccontata, anzi, pensata (ma narrata! Perché tu che leggi in realtà  ascolti e sei interpellato! Ti ci si rivolge di continuo e non puoi sentirti 'estraneo'), pensata dicevo dal protagonista, Sir Hugo Coal, appartenente alla piccola aristocrazia decadente inglese. Fin qui niente di originale. Il fatto è che l'uomo il quale inizia a raccontarti col pensiero la storia del suo maggiordomo, Fledge,  è ormai ridotto a poco più di un vegetale a causa di un ictus. Vegeta sulla sedia a rotelle apparentemente privo di sensibilità e capacità ragionativa. Completamente immobile. L'unica cosa che è in grado di fare è piangere, ma a causa della propria autoeducazione al controllo dei sentimenti (a un uomo non è permesso piangere in pubblico!) non riesce mai a farlo.
E così la storia si dipana piano piano inframmezzata da riflessioni personali non meno importanti (anzi!) dei fatti e delle azioni.
E mentre Fledge, il maggiordomo, 'sale', Sir Hugo Coal 'scende'. Sembra la storia di Dorian Gray alle cui perfide azioni corrispondeva il degrado non del proprio fisico, ma del suo ritratto sul quadro. Qui le azioni di Fledge (vere o immaginate - temute - paventate da Sir Hugo) trasformano la vita di entrambi e al termine del libro Fledge è il 'nuovo' Sir Hugo, e Sir Hugo è alla sua mercé.
Ma "Nil desperandum" è il motto inciso sul camino...

Chocolat (recensione)

Chocolat" di Joanne Harris edito da Garzanti

(preso da Milli e letto nel 1999)

Sono immersa nel cioccolato - quello al 70% o 90 % di cacao, per intenderci!
Profumo di cannella, di rum, di cacao amaro, di mandorle, di uvette, e vedo attorno conigli pulcini chiocce pecore campane, in una fragranza di aromi e di profumi esotici e lontani.
E mentre leggi, ti inebri e ti ubriachi insieme ai personaggi; partecipi alla loro vita, alle loro traversie, alle piccolezze e alle grandezze d'animo.
Gioisci, ti addolori, fai sotterfugi, e ti innalzi alla gloria di Dio.

16-17 Agosto 2002: seconda lettura

Ho riletto Chocolat (ora diventato libro mio ache se in edizione economica)
L'ho gustato appieno. Ogni parola, ogni descrizione, ogni narrazione. Non ho perso una sola parola ed è stato di nuovo estraniazione, immersione, negazione e affermazione, e vorresti essere lei, avere il suo intuito, la sua capacità di capire e di sapere il prossimo.

lunedì 18 giugno 2012

Carlo Magno (recensione)

"Carlo Magno" di Gianni Granzotto edito da Mondadori

Preso da biblioteca di Milli

Fantastico!
"Ho vissuto una settimana con Carlo Magno" per parafrasare Granzotto!
Alla fine quando Carlo Magno muore viene a mancare un amico che hai imparato a conoscere così bene, e ti dispiace.
Granzotto scrive fluido e ricco. Spesso son dovuta tornare a leggere quanto già letto per capire. Spesso ho voluto tornare a leggere per godere maggiormente dello stile.

La luna è tramontata (recensione)

"La luna è tramontata" di John Steinbeck edito da Mondadori

Chissà come ma non l'avevo ancora letto. Comprato al Libraccio.

Storia di una cittadina invasa da un esercito nemico, che, dopo un primo naturale smarrimento, si determina al contrattacco e...vince.
Protagonista è la popolazione anche se le figure attraverso cui è narrata la storia  sono il sindaco, il medico condotto (suo amico), la cuoca.
L'ho letto in due giorni e, se alle prime pagine lo stile di S.così rapido e a volte anche ironico non mi "tratteneva" più di tanto, ben presto ha iniziato a piacermi, a essermi chiaro 'subito' senza bisogno di ripensamenti o rilettura.

Oh se la vita fosse facile come un gesto eroico!

Martha Peake (recensione)

"Martha Peake" di Patrick McGrath edito da Bompiani nel 2000

Letto nell'estate del 2001 su suggerimento e prestito di nipotinuccia.
Ne sono stata afferrata fin dalle prime righe (non pagine!) e la cosa è abbastanza straordinaria dato che non mi è facile entrare nel vivo di una nuova storia quando inizio a leggere un libro.
Figure ciclopiche Martha e il padre, che non possono lasciare indifferenti.
La storia in sè ha la sua importanza, ma è soprattutto supporto ai due personaggi che sono presenti sempre, anche quando non sono in scena.

E' un'estate feconda, la mia, di buone letture. Speriamo che continui!

Una donna spezzata (recensione)

"Una donna spezzata" di Simone De Beauvoir edito da Einaudi nel 1969

Letto nel 2001 su suggerimento e prestito di una collega (Angela P.)

Tre racconti di tre donne intorno ai cinquant'anni.
Il primo finisce male: separazione, frustrazione, senso di inutilità, depressione, vuoto,...
Il secondo solleva il morale nel senso che ha una conclusione "bella" (riconciliazione, il ritrovarsi, il sostenersi. Coniugi in una parola).
E si affronta la lettura del 3° racconto con meno ansia e minor turbamento. Ed è qui che ti voglio! Inizi la lettura senza più alcuna diffidenza nella convinzione di saper già quel che puoi trovare - lo stile - la sintassi - il ritmo...
E invece... Fin dalla prima pagina sei costretta a tornare sui tuoi passi e a rileggere di nuovo (!!!) fin dalla prima riga perché qualcosa non quadra - non gira - non torna.
Non capisci. Perché lì non c'è il punto? e lì il punto interrogativo? Ma quanto dura questo pensiero... No...qui doveva finire...
Un momento.
Rileggi.
Capisci.
Non è un caso: è voluto...


La chimera (recensione)

"La chimera" di Sebastiano Vassalli edito da Einaudi nel 1990

Ambientato nella "bassa" novarese del '600 in piena dominazione spagnola (Don Pedro Enriquez de Acevedo y Toledo, Conte di Fuentes governatore di Milano), è la storia di Antonia una ragazza trovatella ("esposta") adottata, finalmente, da una famiglia di contadini che la cresce come una figlia.
Ma Antonia è bella. Troppo bella. E con l'andare del tempo suscita gelosie e invidie. E' così che viene accusata di essere una strega (stria) e viene bruciata. Viva.
Romanzo storico.
Scorrevolissimo lo scrivere di Vassalli. Sempre molto documentato il suo circostanziare.
Vassalli è un mangiapreti e mangiachiesa.

La donna alata (recensione)

"La donna alata" di Joanne harris  edito da Garzanti nel 2003

Ancora una volta ci sono una donna e una bambina, come spesso si ritrovano nelle opere della Harris.  C'è un uomo tenebroso, via di mezzo tra il bene e il male. Ci sono gli "esclusi", i perseguitati. C'è la Chiesa bigotta e bacchettona, ci sono le ribelli, i ribelli, le corse, le fughe, i ritrovamenti.  E tutto, come sempre, perfettamente amalgamato...come fosse nel calderone di una strega. C'è magia, infatti, al solito! Insomma ci sono gli elementi tipici della Harris (gli stessi ci sono in "Vino, patate e mele rosse" o "Cinque quarti d'arancia") ma la storia è diversa, è unica; il narrare non è stucchevole, anzi!