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sabato 18 aprile 2020

Al tempo del coronavirus mese aprile

18 aprile ore 7,40
Il tempo! É tutta questione del tempo!
Il tempo si é fermato. Si è dilatato. Rarefatto.
Ne hai a disposizione tanto, ma veramente tanto... eppure è come se Improvvisamente diventasse poco o addirittura non esistesse più.
Anche le normali quotidiane operazioni si sono dilatate. Tanto c’è tempo... e allora dormi di più... e al mattino non ti alzi mai... e rimandi... rimandi... rimandi... Ecco ‘rimandi!’ Dopo l’iperattività iniziale scattata al primo impatto con questa strana situazione in cui siamo stati catapultati é subentrata la fase della quiete ‘che tanto ci sarà tempo domani...’
E poi a un certo punto della giornata ti vien voglia di far qualcosa ma ormai è tardi... troppo tardi... è sera... si cena... si chiacchiera in videochiamata con chi non riesci più a vedere direttamenre ed è ora di andare a dormire.
Fa niente... tanto c’é tempo... tanto tempo...

22 aprile ore 7,  40
 Ho dormito di sasso fin poco prima delle quattro. Mi son svegliata in ‘buona’ tutto sommato. Ho giocato tranquilla, A un certo punto mi è piombato addosso il peso di tutta sta situazione assurda.. che poi così assurda non è.. ce la siamo proprio andata a cercare a furia di infierire sulla natura... Fatto sta che mi è venuta una micidiale crisi di tristezza con lacrimoni che ho lasciato scendere senza neppure asciugarli.. Ogni tanto, lo sai, mi capita. Poi sto meglio. Come dopo aver partorito: una crisi di pianto liberatorio di tutta la tensione accumulata (è normale reazione allo stress fa parto). Ricordo che c’erano mia mamma e mua sorella maggiore e io che dicevo loro: continuate a parlare..  continuate .., non badate a me.. sto bene.. ho solo bisogno di piangere.. E loro che sapevano bene cosa provavo mi hanno lasciato piangere in santa pace! Ecco , prima, più in piccolo ma mi é capitato qualcosa di simile. 

26 aprile ore 10,51

Ieri alle 15 dalle strade oltre il giardino ho sentito cantare Bella ciao... che ieri aveva un significato di ‘libertà’ fuor di politica e al di là di ogni celebrazione storica: ieri aveva il sapore della voglia di uscire da questa situazione, ieri aveva il sapore del bisogno di resistere per tornare alla normalità, e di balcone in balcone i gridi le risate e gli applausi urlavano la voglia di stare insieme... Mi è venuto il magone...

domenica 15 marzo 2020

Nell’anno del coronavirus


Venerdi 13 Marzo, Ore 8,42


Inizia un’altra giornata di reclusione forzata. Dalla finestra aperta alla primavera entra in camera un silenzio irreale rotto soltanto dal rumore ovattato di pochissime automobili che passano quasi timide lungo la strada al di là del giardino. 
Non hanno la solita rombante spavalderia. Passano guardinghe. Neppure le lastre smosse del selciato fanno rumore, quelle stesse lastre colpevoli con il loro grido beffardo di tante mie notti insonni. 
Ora ecco il rintoccare della campana della piccola Chiesa di san Maurizio posta sulla sinistra della Piazzetta Santa Margherita in fondo alla breve e stretta via che dal terrazzo mi si para davanti agli occhi al di là del giardino.
Lo strusciare delle grosse spazzole rotanti della macchina che pulisce la strada frammezzato ai rintocchi del campanile mi pare fin strano in questo momento in cui la vita sembra essersi fermata. M

Oggi cosa farò? Ho bisogno di qualcosa di concreto che si possa toccare e vedere. Forse una torta... o forse mi darò da fare con carta colla forbici e creerò un terribile quaderno di incantesimi e magie degno di una strega del passato. Lo farò persino un po’ sbruciacchiato ... le streghe finivano sul rogo... Le mie nipotine ne saranno felici quando sta faccenda finirà... 

È un momento difficile, e bisogna inventarsi qualcosa da fare, qualcosa che tenga impegnata la mente per darle modo di distogliersi e riposare anche se per poco.
Mi manca l’aria aperta del Parco. Quante volte ho detta ‘no’ all’idea di andare a camminare... Troppa fatica... troppo caldo... troppa pigrizia...
Mi manca la palestra dalla quale esco sempre meglio di come entro.
Mi mancano le quattro chiacchiere rubate al tempo sulla porta della palestra.
Le risate con le amiche e gli ammiccamenti complici.
‘Stare in casa’... Cos’è che dà fastidio? Esserne obbligati! Essere privati della libertà di fare ciò che si vuole. Ecco cosa c’è di insopportabile. Stiamo provando sulla nostra pelle il significato ‘perdita della libertà’!


Sabato 14 marzo ore 8,26


Pioggerella leggera. Poco fa è passato su di noi un piccolo temporale. Già... ê quasi primavera... 
Il  caffè ha dato alla mia mente il segnale di svegliarsi e penso a come posso occupare la giornata, oggi. Sistemerò la libreria! Mi sono sempre piaciuti i libri. Quel buon profumo di carta e di inchiostro unito a quel pizzico di odor di polvere che sa di sapienza antica, di cultura, di viaggi nel tempo e nell’anima. E so che in bilico sulla scala di metallo non saprò resistere alla tentazione di sfogliare le pagine non fosse che per sentirne la musica, e mi soffermerò a leggere qualche riga... Solo qualche riga... Solo qualche... Solo qualch... e accoccolata là in alto vicino al soffitto mi perderò ancora una volta nella magia della parola. Il tempo passerà più lieve. 

Versione meno poetica

Piove, porca miseria! Piove come in autunno. Decisamente meglio il temporale di prima con fulmini e tuoni. Era un segnale di vita e il cielo rimbombava che era una meraviglia, Dai, non pensarci e beviti il caffè! Scotta accidenti Che cazzarola faccio oggi? Un bel niente? Seeee... poi a furia di star lì immobile a guardare il soffitto ti viene la gnagnera oltre che il mal di schiena. Inventati qualcosa. Sistemare la libreria? Su e giù per la scala... sposta di qui... sposta di là... e voilá...  fatta un po’ di sana ginnastica. Magari mi vien pure da aprire un libro e mettermi a leggere...  Oddio! Là in alto instabile  sull’ultimo gradino... ODDIO!!! E SE CADO???

 Un’ora dopo
Fatto uno scaffale. Saliti e scesi 6 scalini non so quante volte. I libri erano tutti sossopra e mischiati. Mi basta e avanza. E poi ‘Morte a Venezia’ non c’è. Uffa


Domenica, 15 marzo ore 5 del mattino 


È ancora buio. Dal giardino mi raggiunge il canto del merlo. È finito l’inverno quindi! Canterà fino all’alba. So dove si trova il merlo. Sul ramo più alto del tasso in fondo al giardino. È lì che si mette prima del mattino. Sempre. Al tramonto invece lancia il suo canto al ciel dal colmo del tetto, sul braccio dell’antenna della televisione. Quante volte ho ascoltato la melodia del suo fischiare. 
Ora sento in lontananza altri merli che dai giardini vicini rispondono al ‘mio’ merlo in un concerto di richiami che sono un inno alla vita. Sono tre, e coordinano il canto senza mai sovrapporsi quasi si raccontino l’un l’altro la gioia del nuovo giorno. Un invisibile direttore d’orchestra affida il tema musicale ora a questo ora a quello in un crescendo di trilli flautati, acuti e forti, con brevi suoni più bassi.
Ecco, mentre concentrata scrivevo di loro, hanno pian piano diminuito i gorgheggi. L’alba è vicina. Ora sento gli ultimi suoni, sempre più rari e sottili all’orecchio. È come se sapessero di dover smettere di cantare, ma non volessero.
La sirena di un’ambulanza che si avvicina e si allontana mi riporta alla realtà. Il silenzio della città ê tale che posso seguirne il suono a lungo fin quando ormai molto fievole ne immagino l’arrivo in ospedale.  Quando riporto l’attenzione al giardino, tutto tace. 

Dalle persiane chiuse trapela la prima luce. Inizia un’altra giornata di attesa. 



Lunedi, 16 marzo ore 7,10



Mi sveglio. Ho freddo. Mi rincantuccio sotto le coperte tirandomele bene ma proprio bene fino intorno al collo che non si insinui neppure un sibilo di aria. Un ultimo ritocco  porta il lenzuolo sopra l’orecchia chè quando ho freddo non sopporta la minima frescura. 
‘Bene!’, penso, ‘Oggi che faccio...’ e non mi dò neppure la briga di trovare una risposta. Tanto sarà una noia un po’ angosciata come ieri.
‘Potrei’, mi suggerisco, ‘potrei appendere la bandiera verso strada!’
‘Sarebbe’, cerco di convincermi, ‘sarebbe un bel segnale di solidarietà...’
Poi mi sistemo ancor meglio le coperte tutt’intorno al corpo e chiudo gli occhi cercando il conforto del sonno.




Martedi 17 Marzo , ore 6



Sveglia come un grillo. Non posso tergiversare... corro... mi trascino in bagno per la pipì..
Torno al calduccio delle coperte, ma ormai il sonno è passato. Gioco a Ruzzle e scopro che due della squadra sono svegli al pari mio. Chiacchieriamo tra una partita e l’altra. Scopro che oggi qui c’è il sole. Me lo dice Stefania. Abita a Milano. Buona giornata a tutti!



Venerdì, 20 Marzo ore 8,34



Mi sono svegliata male stamattina. Penso che il merito sia del sogno. Ero in giro, a un certo punto in piazza Treno e Trieste. 
Era giorno. Una scolaresca in gita scolastica. Tutti i ragazzi accalcati gli uni su gli altri attorno al professore.
Io avevo per mano un bambino di 4 o 5 anno che suonava un ocarina o un piccolo flauto.
Sconvolta da quell’ammassamento cercavo il professore per fargli una storia e farli allontanare, ma non lo trovavo e allora ho preso in braccio il bambino e cercavo di allontanarmi ma due ragazze mi seguivano e uggiolavano che bel bambino ... che bel bambino.
Poi ero in una strada più stretta diretta a casa e i bar erano pieno di gente seduta fuori che rideva giocava a carte scherzava e io mi son messo a dir loro a voce alta ‘sgombrate! Disperdetevi! Allargatevi!’ Ma nessuno mi ascoltava..

Ecco, credo che questo sogno mi abbia fatto svegliare con l’angoscia. Quando ho aperto gli occhi avevo mal di stomaco e un’ansia da brivido. Ho avuto come l'impressione che non ne usciremo mai. Che niente sarà piuttosto come prima.
Ho fatto il caffè e son tornata a letto come faccio sempre se posso e adesso posso... posso... Ho fatto due partite a ruzzle contro voglia il che la dice lunga e pian piano mi son calmata un po’
Oggi? Dovrò  trovare qualcosa da fare che mi occupi mani e mente. Lavorerò alla agenda di C.


21 marzo, ore 9


Maledizione... maledizione ai momento in cui ieri sera ho deciso di prendere solo una pastiglia! Quella che io prendo la sera per le gambe senza riposo.
‘Vediamo un po’, mi son detta, ‘proviamo! Magari  ne basta una! Coi tempi che corrono... andare in farmacia...mascherina... mani...’ Un accidenti mi prenda! Mi son dovuta alzare più e più volte. Son finita in cucina a mangiare ovviamente. A volte poi mi addormento dopo il cibo, vero! Ma già non vado in palestra e metto su ciccia anche senza queste incursioni... Ho dovuto ricorrere al valium . Stamattina ho faccia e occhi gonfi. (Mi è venuto il sospetto che sia il valium., Indagherò, Già ho scoperto che mi crea sensibilità al solo..Mamma!!, ma dovevi ereditarmi questo bel regalo!!??)
E come se non bastasse SOGNO! Sogno un sacco. Troppo


22 marzo. Domenica ore 8,20


Apro gli occhi. Tre secondi. Li richiudo. Oggi non affronto niente. Me ne sto qui tutto rincantucciata e aspetto. Aspetto di dimenticarmi di me. Aspetto che il mondo dimentichi.
Non so neanche che giorno è. Cioè, so che è il 22. Ieri era primavera! Ma se sabato o lunedì..no lunedì no .. se no ieri sarebbe stata domenica e NON era domenica! Poi ho guardato il pad e ho visto che OGGI è domenica. Bene. Ci sarà più silenzio del solito.
Non sento sirene. Né vicine né lontane. L’altro giorno mentre cucinavo ho sentito avvicinarsi prepotente una sirena. Ho guardato e sotto le finestre passavano ‘solo’ i pompieri. Bellissimi. Rossi. Luccicanti POMPIERI. Ieri stessa cosa. Sento la sirena. Mi affaccio. Una enorme autoambulanza mi ha tolto il fiato. Non l’ho guardata passare. Ho chiuso in fretta.
Oggi il cielo è nuvolo.

20 minuti più tardi
Poi mi son messa a scorrere il mio blog..Cavolo! Mi piace! Son brava!
A parte questo slancio di bellaggine verso me stessa, mi son soffermata su un video di Celentano di cui ho inserito il link e casualmente (probabile che in seguito abbia cliccato a caso in youtube) ho trovato un altro video: Celenta e Mina. Fantastico



 https://youtu.be/p3TZrdNmdbc



Ore 16

Coro ... da lontano. Va pensiero




Lunedì 23 marzo ore 9,06


Stanotte un vento furioso mi teneva sveglia. Beh, a dirla tutta ero sveglia ‘forzata’ anche per altri due motivi.
1) Ruzzle. Alla una sarebbe finita la sfida settimanale e DOVEVAMO vincere e DOVEVAMO cioè dovevo, gli altri dormivano tutti, tenere a bada i secondi che ci incalzavano. Abbiamo vinto. Ovvio. Quando mi ci metto. Mi ci metto.
2) Spesa on line. Impossibile da giorni trovare uno slot di consegna libero. Ieri avevo letto da qualche parte che è a mezzanotte che la Esselunga mette a disposizione in nuovi slot. Bene. A mezzanotte clicco. Sito in manutenzione. Riprova piuttosto tardi. Bene, ho pensato amleticamente, allora c’è del vero in quanto letto. Ho riprovato per mezz’ora.,  Finalmente la rotellina inizia a girare e il sito si carica di nuovo. Ci siamo, mi son detta. .Spes ultima dea. CICCIA! Gli slot TUTTI OCCUPATI.!!! Anche stamattina.




merc 25 Marzo ore 9,45


Dies infausta quae incipit cum maldestro (very very very molto maldestro) inciampamento et conseguente sversamentulo   my cup  of coffee .... in lectuli camera!!!
Ahhhh! (Gridum doloris!)
Pavimentum et lectum et materassum et  pantopholae  alias appellatae chabattae  et  copertae et, ovvie, lenzuola ... omnia et omnes ...
hercle!!

Gio 26 Marzo ore 6’23


Dormito bene anche se per addormentarmi son dovuta ricorrere al cibo. Fette biscottate. Dopamina. Non va bene ma poi mi addormento.
Oggi? Oggi vorrei poter riaddormentarmi e dormire dormire dormire...

Ps. Ieri ho trovato un slot di consegna libero. Yeeeeesss!!!




Ore 10,47

Sono in piena auto commiserazione. Ahimè

Sabato 28 ore 17,16


Pensieri terribili mi corrono in testa e non riesco a scacciarli. Ma arriveremo alla lotta per il cibo? Gireremo armati per difenderci? Sempre più mi viene in mente Survivors i sopravvissuti.. serie anni 70


Lunedi 30 marzo ore 7,36 di ora legale

Una sola parola stamattina mi viene: uff!!!

Ore 21,46

Ma porca la miseria! Tutti sti sacrifici di reclusione e poi ? Eccola lì la scemata che scopro stasera. Antefatto: stamattina il Peppo è sceso in farmacia e già che  c’era gli ho detto di andare a prendere il pane. Bene. Torna, gli apro il coso della plastica, butta via i guanti, si lava le mani in tre secondi ma pazienza. Ok. Stasera butra ninnso cosa nella plasticace giù una bella spinta con le mani le braccia dentro al secchio della plastica. Poi ‘io grido’ capisci? Io grido! Cavolo! E mica si catapulta a lavarsi quando ‘io grido’ No! Ha da ridire che ‘grido’! Le mani si è degnato di sciacquarle.. E fosse finita qui! Ho scoperto poi che si é fermato anche al bancomat! Ora! Non l’ho visto e quindi unp 0,000001 % lo posso concedere, ma avendo io stamattina sentito due volte la porta di 8 gresso ricostruisco cosi: è uscito una prima volta per il bancomat (bella sana la tastiera!) É tornato su a portare i soldi (tastando la ,maniglia, forse il corrimano, il cassetto della scrivania, du nuovo la maniglia questa vo,ta quella interna, le chiavi , con gli stessi guanti poi è andato per il pane. No comment





mercoledì 14 febbraio 2018

Corso di disegno 2 - Elogio della Chiacchiera

                Diverte
                  Insegna
                    Stimola
                      Esalta
                        Glorifica
                          Nutre l'anima
                            Ossigena il cervello



Continua il corso e comincia a esaltarmi. Non che io faccia grandi progressi (ma sto scoprendo che anche altri compagni di questa avventura scuotono sconsolati la testa davanti alle proprie opere che invece agli occhi nostri paiono bellissime e invidiabili!),  in compenso aumenta a dismisura la mia capacità relazionale! 
Qui si disegna sì, ma anche si chiacchiera..pardon .. ci si relaziona che fa più fine!
In verità dovremmo tacere tutti, un po’ obnubilati dall’estro artistico, almeno secondo la Carla che sostiene (e io le credo!) che per creare arte, nel nostro caso disegnare, bisogna affidarsi alla parte destra del cervello (sic!) fino a estraniarsi dal mondo e diventare un tutt'unico con la propria opera... Ma di questa ghiotta teoria parlerò in altra occasione. 

Noi del nostro tavolo CHIACCHIERIAMO! Ohhh .. l’ho detto! Che liberazione! Liberazione da quel sottile senso di colpa che provo quando, non resistendo all’impulso compulsivo di comunicare nell’immediato il mio pensiero extemporaneo, mi rivolgo a MA al mio fianco che mai mai mai ha finora dato segno di insofferenza rivelando al contrario spirito allegro (ride alle mie battute!) e mordace (corrisponde alle mie battute!), e insieme finiamo per alzare un po’ la voce ... Temo che qualche occhiata non proprio di apprezzamento alle nostre spalle... Ecco perché provo il senso di colpa!! Ma è tanto rilassante e piacevole star bene con se stessi e i vicini che mi scuserà chi non riesce a partecipare al senso di benessere che trapela dalla nostra postazione.


La conversazione si allarga se pur senza continuità anche agli altri artisti che lavorano allo stesso nostro tavolo. Ormai ci si conosce!

Ogni tanto Angela, che traffica operosa davanti all'armadione pieno di ogni ben di Dio di oggetti vari di ogni dimensione, colore e materiale, nel tentativo di portare al suo interno un po' d'ordine e di civiltà, passa tra i tavoli e mostra uno o più sacchetti, quelli in cui a fine lezione ognuno di noi ripone gli oggetti che gli serviranno ancora la prossima volta, e chiede 
con voce delicata per non disturbare coloro che ascoltano la propria ispirazione, se qualcuno per caso sapesse  a chi appartiene. Ci prova tutte le volte e tutte le volte ottiene sguardi persi e risposte rarefatte...Il fatto è che proprio non sappiamo...

L'apoteosi della chiacchierata giunge all'apice quando dalle nostre parti passa uno dei maestri che  richiesto di aiuto si prende prontamente cura di noi.

E mentre corregge rettifica suggerisce e traccia linee chiare e certe, iniziamo a parlare fra di noi, e non per forza  del disegno che abbiamo davanti. Gli argomenti spaziano e sono sempre stimolanti. Si parla di tecniche pittoriche, di riferimenti artistici, si guardano foto di quadri famosi, si fa qualche incursione nel 'sito' delle nostre insegnati/artiste e da qui il salto è breve... guarda il nipotino, guarda questo paesaggio, hai visto la tal mostra, uhhh sììì.... bellissima e interessantissima!!! Ho letto un libro che...Aspetta che guardo se c'è in biblioteca..  Ho fatto l'abbonamento annuale per i Musei (é da fare in assoluto! Via libera quando vuoi e come vuoi per tutti i Musei...) ... Come va la salute? Meglio, grazie! Adesso ti racconto... Mio marito dice che... Il mese scorso sono andata a .... Il prossimo io andrò... Ultimamente abbiamo fatto una lunga chiacchierata con un'amica, direttamente coinvolta e che quindi ci ha dato notizie di prima mano, sui bambini che dalla Bielorussia vengono in Italia per brevi periodi presso famiglie italiane. Il tono si è fatto serio e le domande sono state tante. Quando ci sono in gioco i bambini...

Torniamo a noi...Tra una ciarla e l'altra  il tempo passa in un baleno, e viene l'ora di sistemare l'aula, e qualcuno già saluta ed esce frettoloso, e noi che restiamo abbiamo tutto il tempo per prolungare la chiacchiera con Mariella, Carla, Angela, e, quando c'è, il Leo! (Il quale Leo ultimamente latita... e ne 'le quiete stanze' non risuona la sua voce grave e profonda che non può passare inosservata. Ma lo si perdona. Studia! e lo studio e gli esami sono sacri!)


la chiacchiera è liberatoria catartica rilassante 

distensiva stimolante a volte perfino stuzzicante...


(vedi prima puntata)

lunedì 5 febbraio 2018

è scoppiata un'amicizia! (in senso positivo)

"Tra MA. e la nonna è scoppiata un'amicizia!"  racconta a suo padre la mia nipotina e sorride tutta felice perché anche tra lei e una compagna di palestra (proprio come per  me!) è scoppiata un'amicizia!
Ed è un'assoluta verità!
MA. mi fa fare cose piacevolissime che io avevo tralasciato da tempo per pigrizia per poca volontà ma, penso, soprattutto per mancanza di un compagno d'avventura.
Mi porta a visitare mostre d'arte, con lei frequento un ganzissimo corso di  disegno, siamo state insieme a una cena letteraria, mi ha fatto scoprire una nuova libreria un po' diversa dalle solite più commerciali,... Insomma non passa molto tempo dall'ultima 'avventura' che già me ne propone un'altra. E non solo... :  mi trascina a far tutto ciò utilizzando i mezzi pubblici assoluta novità per me 'viziata' dalla macchina sempre a disposizione per i tragitti lunghi e dalla bici per le distanze brevi.
E questo mondo di treni pullman autobus biglietti obliterazioni attese orari scritti così in piccolo che ci vorrebbe una lente di ingrandimento appesa al palo ... questo mondo, dicevo, da me dimenticato (devo risalire ai tempi dell'università ...) è già di per sé un'avventura!
Non paga di tutto ciò, MA. resasi conto di qualcosa di strano e avendo letto in questo stesso mio blog il post "Adesso sono stufa!" si rende conto di avere un'altra amica con le medesime identiche (mi si perdoni il termine... io nei miei confronti POSSO USARLO! Se  lo usa qualcun'altro ... lo inchiodo!!!) con le medesime, dicevo, 'mene mentali' e decide che forse la cura potrebbe essere quella di metterle in contatto. Detto fatto, trasmette i dati del mio blog a M. che legge strabilia ci si riconosce ulula di gioia nel trovar conforto in un'anima gemella... e tramite l'amica comune mi fa giungere il suo entusiasmo per le parole del mio post.
Posso io resistere al richiamo di un apprezzamento tanto acclarato? Son stufa sì, ma hai voglia a guarire!! In realtà il richiamo irresistibile è ben altro:  trovare qualcuno con il tuo stesso problema è balsamo sulle ferite, è acqua fresca nella calura estiva, è luce in fondo al tunnel, è sollievo... NON SONO SOLA! QUALCUNO MI CAPISCE!
Così di impulso approfitto dell'indirizzo che trovo in calce alla missiva che mi è stata inoltrata e scrivo scrivo scrivo di getto, forse anche senza un filo logico, a questo mio alter ego (così la chiamo io, per lei sono anima gemella) che mi risponde a breve giro di posta, io leggo e DEVO scriverle! Non riusciamo più a smettere!
Ho l'impressione che sia scoppiata un'altra amicizia!

MA. naturalmente sta già tramando per farci incontrare. Credo che voglia tentare di recuperarci alla vita!
Grazie MA!!!



martedì 23 gennaio 2018

Corso di disegno

Ho incominciato a frequentare un corso di disegno!!!


Da Ottobre con Mariangela mia nuova amica di palestra fatica e sudore ho incominciato a frequentare il Corso di Pittura Alessandro Conti, in Monza.

Il mio ringraziamento ai maestri 
Carla Colombo Sala,
Mariella Covertini,
Leo (Leonardo Bottazzi)
e a Angela Pastres che dirige e coordina


Questo il racconto del mio primo giorno.

Quando arrivi ti viene assegnato  il posto a un tavolo, posto che resterà tuo fino alla fine dell'opera che inizierai. Ti viene consegnata una tavola di legno compensato che sarà la TUA tavola di lavoro sulla quale va assolutamente fissato con lo scotch di carta il foglio bianco (rigorosamente A4 ruvido); poi vieni portata davanti a un enorme armadio pieno di ogni ben di Dio di oggetti vari di ogni dimensione, colore, materiale e ti viene chiesto di sceglierne uno due tre... quanti vuoi e di farne una  composizione da riprodurre sul foglio. Per delimitare lo spazio sul tavolo (quello vero mica la tua tavola di legno...) si usano dei cartoni ripiegati sui  quali si può drappeggiare uno degli innumerevoli teli a disposizione sempre nel suddetto armadione.

E a questo punto ti ritrovi sola davanti al tuo foglio.
E non sai cosa fare!

martedì 16 gennaio 2018

Adesso sono stufa

Abbiamo due vite. La seconda comincia quando ti rendi conto che ne hai una sola.
Bene. Ho cominciato la mia seconda vita.
Voglio viverla, spero di viverla, voglio con tutte le mie forze riuscire finalmente a vivere!
Mi son resa conto che finora ho vissuto cercando di fare quello che da me ci aspettava che facessi. 
Ho vissuto per avere l'approvazione degli altri. Chiunque fossero. Financo, al limite, quelli che mi passavano vicino per  la strada. 
Il bisogno di approvazione, di sentirmi dire 'brava' è stato a volte, anzi spesso, così forte e violento da rendermi fragile persino davanti ai successi degli altri. Ma quante volte mi son commossa, fino alla lacrima, alla premiazione per esempio degli atleti alle Olimpiadi... Mi viene in mente per ora solo questo esempio che però è emblematico della mia situazione. Vogliamo chiamarla emozione? Va bene. È sicuramente anche emozione. Ma questo è solo un esempio. Tutto quello che faccio, lo faccio avendo sempre presente il giudizio altrui. Desidero spasmodicamente sentirmi dire 'brava'!
Ricordo un giorno, in classe, parlavo di qualcuno, probabilmente di qualche letterato visto il mio ambito, vincitore del Premio Nobel. E, ricordo perfettamente, mi accaloravo e sottolineavo con entusiasmo questo fatto. "Capire, ragazzi! Ha vinto il Premio Nobel! Il Premio Nobel!" . E R., geniale nella mia materia quanto problematico in altre, dichiarato psicotico ma durante le mie lezioni sempre lucidissimo nelle sue analisi, dal primo banco mi guarda sorridendo (mi par d'averlo ancora davanti a me) e mi chiede "Ma prof., è così importante per lei vincere un premio?" . Non c'è cattiveria alcuna nelle sue parole, non c'è malizia. C'è forse solo un po' di meraviglia, di stupore  per la foga con cui parlo.  Ricordo anche la mia risposta "Beh, capisci.. è il Premio Nobel.. " e dopo qualche secondo continuo  "... te lo danno gli altri, non sei tu a chiederlo...". Ma il mio tono si è smorzato, si è fatto incerto.. Lui sorride e sembra accettare la mia risposta. Non replica. Abbassa gli occhi sul libro. La lezione riprende. Ma ricordo altresì che le sue parole mi avevano colpito. Molto. Tant'è vero che le ricordo a distanza di anni. Perché lì ho capito. Ho capito di aver costruito la mia vita attorno alla necessità di avere approvazione.  
E non mi basta mai!! 


E adesso sono stufa. 



domenica 24 dicembre 2017

Camminare al Parco

Che meraviglia il Parco! In ogni stagione ha il suo perché...
Ho improvvisamente deciso ier l'altro di andare a fare una camminata con le racchette del Nordic...
Detto fatto son balzata in bici e con le racchette in una mano tenendo l'altra salda al manubrio, sono volata all'ingresso secondario del Parco dove dopo aver legato la bici a un palo, son partita a razzo a camminare veloce sperando che la mente si snebbiasse un po'.
Ciò i pensieri da quando l'altro giorno ho sentito la frase di Confucio: Abbiamo due vite. La seconda incomincia quando ci rendiamo conto che ne abbiamo solo una.
Mai l'avessi sentita...
Bon.. lasciamo perdere...
Dopo un bel po' di cammino, quando il cuore ha iniziato a battere veloce non per emozioni ma per lo sforzo fisico, ho incominciato a godere del parco.
Il tappeto di foglie color autunno, le montagnette di terra lasciate dalle talpe, gli scoiattoli che mi passavano davanti velocissimi con la loro bella coda scura, i merli,..persino le cornacchie mi erano diventate simpatiche, l'airone grigio che soggiorna nel Parco, una gazza, un  picchio..., i cavalli di cui già avevo notato le impronte..., le pozzanghere ghiacciate, il ghiaccio anche ai lati delle rogge.. Insomma una meraviglia da non venire via più.
Quando finalmente ho incominciato a a sentire la stanchezza mi son voltata e son tornata verso casa. Dulcis in fundo una sorpresa: il mio amico di quasi sempre che da anni non sentivo quasi (senza il quasi...) per errore (ma chissene...) nel tentativo di copiare il mio numero telefonico sul suo cellulare mi ha chiamato e abbiamo fatto una piacevolissima chiacchierata!
Saint George Premier.

Mi ci son sposata

Roggia sotto zero


16 gennaio 2018
Lambro
Ancora a camminare al Parco. Sono partita tardi da casa e avevo  intenzione di tornare presto e invece poi mi son fatta prendere e ho fatto un giro lungo di ben 9 km. Ogni tanto mi fermavo a fotografare qualcosa ma rivedendo le foto non trovo nulla di particolare. In compenso anche oggi mi ha raggiunto la telefonata di un amico che mi ha fatto compagnia per un tratto di strada!
Lo scrittore di Giancarlo Neri
All'uscita  sono incominciate le comiche! In famiglia visto che io non rispondevo alle chiamate telefoniche era già pronti a lanciare un allarme cosmico. Li tranquillizzi e mi preparo a tornare a casa ma... non ci sono più le chiavi! MIODIO ho perso le chiavi ( casa bici altre...) Dandomi dell’idiota per averle lasciate in tasca della giacca che poi avevo legato in vita mi avvio a piedi.




L'airone del Parco
Non son lontana e a casa troverò qualcuno che mi apre.. Bon! Mio marito che in questi casi è sempre presente mi riporta indietro in auto e con tronchesino taglia catena. Inforco bici e pedalo veloce come il vento. A casa mi preparo altro mazzo di chiavi con quelle di riserva e vado per infilarle nella tasca del cappotto. O bella .. che strano suono che fanno entrando in tasca! Ooooopss!!! Ecco dove erano mie chiavi.. Non le ho perse.. non le avevo proprio prese!!! Ridere per non piangere!!! Domani comprerò nuova catena!
P.s. L’altra si è tagliata come burro...


Villa Reale vista dal
Ponte dele Catene

mercoledì 22 novembre 2017

Ricordi vecchi e nuovi - Non temo tenebre

Anni fa, tanti, quando il mondo era mio e niente aveva il potere di opporsi a me, e il sangue caldo girava rapido nelle vene e aveva spesso il sopravvento, a volte per esprimere l'impeto del pensiero e del sentire non trovavo altro linguaggio se non quello della  poesia.
Anni fa scrissi una poesia che stanotte, chissà perché..., mi è tornata con prepotenza in mente.
L'ho sempre considerata perfetta! Nel contenuto e nello stile. Perfetta. Sono solo pochi versi, eppure...


Non temo tenebre

 Non temo tenebre
in questa notte
inebriante
di profumi antichi 


Ricordo ancora perfettamente il momento in cui l'ho trovata, ... o sono loro, le parole, che hanno trovato me?
 Era notte. Ero al mare. Dalla finestra entrava il calmo respiro profumato di sale del mare 
della Liguria... 

Non riuscivo a dormire

amici vecchi e nuovi

Le amicizie sono una cosa strana. A volte durano una vita. A volte pochi anni. A volte coi vecchi amici non riesci a dir nulla. A volte parli senza problemi con chi conosci appena se così si può dire... Mi viene in mente il film Avatar e il suo protagonista che 'sopravvive' nella sua esistenza ma invece riesce  a tornare a 'vivere' nella realtà parallela. Avatar...un'altra identità
😎😎😎

giovedì 15 agosto 2013

res mangiatoria non est peccatoria

così diceva la zia Adelina, sorella della nonna Annunciata, mamma di papà Carlo, la quale zia Adelina essendo stata la perpetua di un prete anche piuttosto altolocato (e ne fanno fede le tovaglie di puro lino, quelle cosiddette di Fiandra, con tanto di tripla sigla ricamata sui grandi e confortevoli tovaglioli, che in casa nostra erano diventate quelle delle grandi occasioni da quando la zia Adelina ce le aveva donate ...avevo scritto io...no! ha corretto Angy, ce le ha lasciate in eredità!) essendo stata, dicevo, perpetua, la zia Adelina non diceva bugie, quindi sicuramente RES MANGIATORIA NON EST PECCATORIA! Ciò assodato veniamo a noi... Oggi 15 Agosto nella contea di Hobbitsville la famiglia FB ci ha accolti nella loro ospitale tana per festeggiare assieme la festa dell'estate.
Piacevolissima e distensiva e rasserenante giornata all'insegna di una ricca, croccante, tenera, goduriosa, ghiotta, saporita, stuzzicante, appetitosa, succosa GRIGLIATA in giardino ben protetti da tende e gazebo ...noi... un po' meno protetto chi aveva l'onere di cuocere alla graticola i cibi succulenti  di grassi umori che colando sulle braci sprizzavano aromi e vapori, scintille e sfrigolii, nuvole di fumo brusco di calore e aromi.
Cibo e... bevande di vino e di acqua e di birra (uhhh la faccia di AC, da sempre astemia, che beve per sbaglio tutta d'un fiato della birra convinta che sia acqua...uhhh!) fino ad esaurimento... della nostra capacità di inghiottire.
Non ha lesinato F.o nell'ammannire le vettovaglie! Per non parlare dell'alta qualità delle vivande! Qualità non facile ai nostri giorni...
Ho concluso il pomeriggio 'chiacchierando e scherzando' - si potrebbe pensare..
NO!
RUSSANDO (sic!)  come un orso polare in letargo sul divano guardando, si fa per dire, la Pimpa in tv, coi bambini ben presto dormienti come me attorno a me...
Attorno la vita è continuata e sono ancor grata a chi ha portato a letto i bimbi, a chi mi ha spento la tv, a chi ha socchiuso la finestra, a che si è dato da fare per riassettare in assoluto silenzio, a chi non la smetteva più di scusarsi quando pensava che il mio aprir un occhio fosse dovuto al suo muoversi per la stanza... Ma no...! ero io... russavo... e il mio russar m'offende e.... mi risveglia!
Al finalmente risveglio caffè e ghiaccioli rinfrescanti!
Non ho fatto niente per un'altra oretta se non star lì seduta a guardare i giochi dei bimbi eppure al momento di venir via sono stata ringraziata!!!  Ma di che? Di essermi rilassata, divertita, svagata, sollazzata, ricreata e anche riposata?
GRAZIE A VOI della contea di Hobbitsville...

mercoledì 14 agosto 2013

tra un hobby e l'altro c'è anche tempo di farsi male...

Ieri di buzzo buono mi son data al dado vegetale fai fa te o diy (il fai da te mica il dado...ehehehehehe... Do It Yourself...) e tra zucca zucchine cipolla sedano pomodori erbe aromatiche e carote c'era in cucina un tal gustoso profumino da indurre il Pep a sperare in un sano e redolente minestrone  che poi ovviamente mi sono affrettata a preparare ché alla sera è sempre piacevole un bel piatto  di zuppa di verdura.
Messo tutto sul fuoco a ribollire con sale in giusta proporzione niente acqua ché tanto l'acqua la fanno loro le verdure, rimestando di tanto in tanto dopo circa un'ora il tutto era pronto per la seconda fase, frullare col mixer ad immersione le verdure stracotte morbidissime. ECCO DOVE CASCA L'ASINO cioè io... Le verdure a questo punto stanno praticamente ancora bollendo, e io con un maldestro gesto troppo veloce mi son spruzzata sulla mano un po' dell'impasto. Ho avuto sì la prontezza di levar via subito tutto, ma il danno ormai era fatto e oggi trionfalmente circolo con la mandestra fasciata... mica che mi faccia un grab male, neh... Il fatto è che secondo i moderni metodi Mozziani ho messo sopra la piaga l'olio di iperico e se non mi bendo finisco con l'ungere il mondo intero!

giovedì 8 agosto 2013

C'è chi vacanza e chi no....e fa caldo...



è agosto...fa caldo...fa un tremendo caldo... la notte non si dorme... Iernotte  verso le 4 di mattina assediata da una zanzara (stamane la mano scorticata dal grattare ne fa testimonianza...) nonostante due, dico due, sistemi antiz. elettrici nelle prese di corrente, ormai alle zanze gli fa un baffo, l'unica è lo zampirone ma al Pep dà solenne fastidio, e  diglielo tu al fumo di restare lì e non andare di là..., assediata dicevo dalla malefica non sapendo più che ben fare, dopo essermi cosparsa di talco mentolato che rilucevo al buio come un fantasma, sono andata in cucina e dal freezer ho preso bello gelido, che mi facesse da boule dell'acqua calda ...al contrario..., un siberino! Cos'è il siberino????? Beh, si chiamerebbe scientificamente "piastra eutettica". Ma cosa diavolo è? La piastra eutettica è un "contenitore in plastica (generalmente blu) contenente un liquido (acqua e glicole o altre miscele) che, dopo il congelamento, viene usato per mantenere a bassa temperatura frigoriferi portatili, borse termiche e simili. (Fonte wikipedia).  Chiarito il busillis, continuo. Munita di siberino bel avvolto in un sacchetto di stoffa, che poi io uso quelli del riso che oltre che utili sono anche belli colorati, me ne torno nel forno, cioè in camera e rotolo sul letto che ho ritrovato incandescente così come lo avevo lasciato. E qui è iniziata la maratona del siberino che passava velocissimo dai piedi al collo alle mani alla fronte ... nel tentativo di raffreddare il più possibile della vasta superficie corporea a temperatura lava del VESUVIO. E mentre con una mano roteavo detta piastra eutettica, con l'altra spruzzavo nell'aria repellenti di varie gradazioni e profumi. Mi ci son volute un paio d'ore prima di ripiombare nel sonno comunque poco tranquillo.
E qui sta il bello di coloro che tornati da uno o due giorni dalla vacanza SI LAMENTANO del caldo trovato qui. Magari sono pure muniti di clima..., ma il loro lamento è ugualmente elevatissimo, e tu che come unico rimedio all'umida canicola caliente canaglia e bollente altro non hai avuto che il supermercato-corridoio-surgelati dove refrigerarti sdraiata cozza tra cozze, vongola tra vongole con sogliole e triglie sotto le ascelle e un polipo tentacoluto in testa, tu dicevo ti ritrovi  a CONSOLARE LENIRE LETIFICARE l'altrui novella sofferenza...! "Sai - dici con tono  compassionevole - tu arrivi da fuori e soffri... Noi ... cosa vuoi... siamo acclimatati!" Ma ACCLIMATATI che cavolo e cavolo!!!!!!!! Noi patiamo, abbiamo patito e patimmo mentre voi sguazzavate in acqua fresca e salata!
Acqua? 
ACQUA!!!  
Che sollievo...